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3_UNA PATOLOGIA SUBDOLA: LA TONSILLITE SI, LA TONSILLITE NO




LA TONSILLITE

L’eterno conflitto d’interessi tra Allevatore e Veterinario:

la displasia sì, la displasia nò, la tonsillite sì e la tonsillite nò !

 

Seconda Parte

La Tonsillite Esiste...non è una Leggenda Metropolitana

 

Premessa:Quanto segue è la mia pura e semplice esperienza diretta interpretata con i miei occhi e la mia conoscenza del momento e quindi estremamente parziale, non vuole sostituirsi alla diagnosi del Veterinario che considero sempre indispensabile al fine di stabilire una cura idonea e adeguata ad ogni singolo caso specifico che può essere assolutamente del tutto singolare e unico. Non voglio neppure fare accuse e/o critiche alla professione  veterinaria che stimo in modo assoluto e reputo indispensabile per il benessere dei nostri amici a quattrozampe.
Ma credo anche che al mondo vi sia nulla di perfetto, almeno per la nostra capacità di comprensione, e che tutto è migliorabile, e allo stesso tempo credo che il nostro passato storico abbia il suo peso culturale che agisce anche sul operato presente e che non può semplicemente essere spazzato via come obsoleto, nè per motivi politici, nè per motivi economici e meno ancora  per motivi culturali.

 

Parallelamente alla argomentazione della Displasia delle Anche (HD) e dei Gomiti (ED) vi è anche un’altra patologia, fortunatamente meno grave ma assai problematica, nella diagnosi e nella cura, che nel contemporaneo mondo della Veterinaria mi sembra venga sempre di più spazzata via con semplicismo e buttata fuori dalla porta di servizio come fosse immondizia da gettare:

 

Stiamo parlando della Tonsillite, ovvero, l’ infiammazione delle tonsille.

 

Immagino che il motivo della sua inquisizione sia legato al fatto che sembra più logico e di facile comprensione associare una zoppia ad un problema ortopedico che ghiandolare, soprattutto nel dover spiegare la sintomatologia, magari dopo ripetuti casi di recidiva, al proprietario che vorrebbe risolvere tutto in un batter d’occhio e che pur di risolvere in fretta la sua angoscia tende facilmente a cambiare medico per cercare un parere più convincente e risolutivo.

E c’è da dire anche che fare un po’ di lastre da l’impressione che l’indagine  sia più approfondita e la diagnosi più scientifica che non guardare in gola ad un cane irrequieto, col quale bisogna, quasi sempre lottare in modo antipatico e poco gentile (magari insieme al proprietario che si agita ancora di più per la sua innata paura di far male al proprio cane), per fargli spalancare la bocca, che in genere risulta, inoltre, piena di schiuma e bava, agevolando per nulla la diagnosi visiva delle condizioni delle tonsille.

Da quando la Scienza Chirurgica ha sedotto in modo irreversibile il mercato e l’intervento chirurgicamente “risolutorio” sembra essere divenuta l’unica metodologia scientificamente  riconosciuta degna di considerazione, stranamente questa patologia,ovvero la tonsillite,  è stata ripudiata come una sgradevole chimera che sembra abbia oscurato il progresso veterinario per troppo tempo ed è stata relegata a leggenda metropolitana da buona parte del mondo scientifico veterinario.

Di solito, di fronte alla sua ipotesi, la tonsillite, viene banalizzata da buona parte dei professionisti Veterinari e si preferisce tagliare la testa al Toro relegandola come una credenza tipica del sapere pragmatico dell’Allevatore di vecchio stampo che così si lasciava anche una scappatoia per occultare la vera ragione del malessere e delle eventuali zoppie del cane in accrescimento, secondo alcuni Veterinari dovuti esclusivamente e inconfutabilmente alle patologie articolari.

 

Probabilmente è anche vero che l’Allevatore per lungo tempo è stato un appassionato empirista e guardava al cane con senso pratico e fermezza di idee, estratte dalla propria esperienza, vissuta sulla sua pelle e/o su quella dei sui colleghi, ma è anche vero che il vecchio, colto ma anche pragmatico,  Veterinario non era di meno, nella capacità diagnostica, e chi oggi ha ancora un Veterinario del genere se lo tiene stretto  come un tesoro inestimabile che, normalmente, tenda anche a tener nascosto nella paura di inquinare il genuino che c’è in Lui.

 

In fondo la citazione di Lydtin, tratto dalla Prolusione al testo di Giuseppe Solaro “Sunto delle Lezioni di Zoognostica Canina” Ed. ENCI 1955-57, ancora sembra essere di attualità ieri come oggi:

 

“Che cos’è la pratica senza la scienza?...un vano sforzo.

Che cos’è la scienza senza la pratica?...un vano tesoro.”

 

Non voglio annoiarvi subito con le mie esperienze concrete e direttamente vissute e/o dell’idea che mi sono fatto, nella mia vita di Cinofilo, a riguardo della Tonsillite, della sua subdolicità e sulla sua influenza deleteria nella crescita del giovane cane e agli effetti nefasti che ha sul benessere del giovane cane.

 

 

Rebecca costretta a tenere l'arto posteriore sollevato dal dolore dovuto alla Tonsillite 

 

Prima voglio rispolverare del “vecchio” materiale scientifico, che non mi risulta fin ora essere stato confutato nei suoi fondamenti o nella sua verità scientifica, rispolverando un vecchio testo, che non è quello magico che di solito si apre da solo raccontando l’inizio della trama nei più bei film di Walt Disney, ma è stato per anni, e in teoria ancora dovrebbe esserlo, un testo fondamentale nella Bibliografia Veterinaria Scientifica utilizzata per la formazione dello Studente Universitario di Veterinaria e ancora oggi rimane uno di quei testi che quei “vecchi” Veterinari tengono nel cassetto, a portata di mano, o in un posto speciale della loro libreria.

 

L’Autore è il Direttore della Clinica Chirurgica Veterinaria dell’Università di Milano, Renato Cheli

Il Titolo è: “CLINICA CHIRURGICA VETERINARIA”     VOLUME 1

Mi riferisco alla terza edizione del 1988 (la 1°ed. è del 1977 e la 2°ed. del 1984) della casa editrice UTET.

 

Già nella prefazione viene enunciato il suo taglio specialistico “onde affrontare, con preparazione seria e ragionamento logico, l’attività clinica alla quale potrebbero essere chiamati…lo studente ed il Medico-Veterinario”.

 

Seguendo l’indice alla pagina XVII, capitolo 25: LESIONI DELLE TONSILLE  la trattazione affrontando la Tonsillite acuta e cronica da pag. 295, avvicinando al testo illustrazioni e fotografie di chiarezza e “bellezza” intellettuale straordinarie.

Cercherò di analizzare le parti salienti della trattativa citando il più possibile direttamente dal testo:

 

Si distingue tra Tonsillite acuta e cronico, relativamente frequente la prima, molte volte unilaterale, mentre la seconda, quella cronica, nel cane, risulta assai più frequente.

 

Una delle cause, ma non la sola, della tonsillite acuta sono i processi infettivi “ che instaurano un processo purulento superficiale o profondo spesse volte con interessamento generale.”

 

“Sintomatologia.- La sintomatologia della tonsillite acuta è caratterizzata da disturbi della deglutizione, tosse, scialorrea mista a materiale muco-purulento. La compressione della regione faringea svela reazioni algiche. Quasi costante un risentimento generale con ottundimento del sensorio, inappetenza, temperatura. L’esame del cavo orale evidenzia aumento della tonsilla o delle tonsille. Il loro volume a volte è tale fa farle debordare in cavità faringea. La superficie dell’amigdala presenta ulcerazioni, materiale grigio giallastro di copertura, materiale purulento nelle anfrattuosità; facilmente sanguinano al semplice toccamento.”

 

La descrizione è perfetta!          

Almeno secondo la mia esperienza personale.

 

 

 

Fior d'Acqua Yaya con un arto sollevato per il dolore provocato dalla infiammazione delle Tonsille

 

Certamente il primo sospetto viene dall’abbattimento morale del cane con aumento della sete e svogliatezza nel mangiare e quasi sempre è associato ad un leggero rialza termico verso i 39,2°-39,4°.

Più difficile è l’osservazione delle tonsille dove serve un occhio veloce ed esercitato e spesso nonostante questo, la presenza di muco e schiuma nella bocca, rende l’osservazione ancora più difficile senza parlare di quei casi, quasi tutti, in cui il cane, nella ispezione orale, si divincola e si vuole liberare dalla presa del Veterinario e/o del padrone costringendo gli stessi ad osservazioni veloci e fugaci pieni di incertezza.

 

D’Altronde la “Diagnosi.- E’ possibile e facile solamente con l’esame ispettivo del cavo oro-faringeo”.

Insomma un Allevatore si impressiona poco del caos che ne esce e sceglie ben volentieri una cura mirata anche con una panoramica affidata al colpo d’occhio, normalmente già esperto di simili circostanze. Non altrettanto facile è fare questa diagnosi in presenza di un proprietario sensibile, già impietosito e preoccupato dalla situazione di malessere del proprio cane, e magari facilmente impressionabile di fronte all’agguerrita riluttanza del cane a farsi guardare in gola.

Pure la proposta di fare una leggera sedazione è sempre imbarazzante e crea ansia e sfiducia nel preoccupato proprietario.

 

La prognosi in genere è“Fausta”.

 

Questa definizione sembra spaventosa e prevedere la morte del disgraziato cane colpito dal fausto destino ma come tutte le definizioni scientifiche e legali spesso significano cose molto più semplici e immediate da capire.

 

Ovvero, più semplicemente, non c'è altro da fare che usare una cura specifica:

 

“Terapia.- Si impone fin dall’inizio un trattamento antibiotico (i.t.) o sulfamidico (i.t.) generale, protratto per diversi giorni.

Localmente sono consigliati toccamenti con tintura di jodio, glicerina jodata o preparati similari. Mai eseguire la tonsillectomia, sia per i pericoli di una intensa emorragia, sia per quelli di una setticemia.”

 

Come già detto sembra che la Tonsillite cronica, invece, sia una forma assai più frequente nel cane.

 

“Eziopatogenesi.---La tonsillite in parola è sostenuta da flora microbica la più svariata che determina e mantiene un processo flogistico cronico che può persistere per mesi ed anche per anni.”

 

Ho infatti avuto modo di verificare personalmente come non sia facile, neppure con un bravo ed esperto Veterinario, trovare una soluzione antibiotica idonea e sempre risolutoria al primo tentativo e altrettanto spesso ho visto la facile recidività con cui la Tonsillite si manifesta,

 

“Caratteristica importantissima della tonsillite cronica… è la messa in circolo di elementi microbici e di tossine che, favoriti o meno da cause predisponenti, quali raffreddamenti, traumi, ecc., determinano focolai flogistici in sedi distanti.

Così sono note, quali lesioni di origine tonsillare, l’osteomielite ematogena, forme reumatiche muscolari ed articolari, zoppie senza lesioni obiettive, endocarditi, nefriti, ecc.”

 

Continuando  ad analizzare il testo del Cheli:

“Sintomatologie.—I sintomi della tonsillite cronica sono evidenziabili esclusivamente all’esame dell’organo. Questi appare più o meno aumentato di volume, iperemico, con superficie cosparsa di piccoli ammassi puntiformi della grandezza di una capocchia di uno spillo.

Diagnosi.—La possibilità della presenza di una tonsillite cronica deve sempre essere prospettata ogni qualvolta esistano zoppie con o senza lesioni oggettive (osteomielite ematogena). Forme reumatiche ribelli  ad ogni trattamento, processi febbrili senza manifestazioni oggettive e ribelli ad ogni trattamento.”

 

Il testo è molto chiaro, semplice e senza dubbi o incertezza e/o riserva di sorta alcuna:

 

Il cane con una Tonsillite cronica può zoppicare!

 

...e si deve sospettare la Tonsillite davanti a forme reumatiche

e stati febbrili ribelli

 

Fior d'Acqua Yaya con una zoppia da infiammazione delle Tonsille

 

Non solo ma l’autore consiglia di sospettare la presenza di Tonsillite anche laddove esistano anche lesioni oggettive, quindi anche in quei casi in cui ci potrebbe essere il sospetto o la certezza di una lesione da displasia!

 

 

Fior d'Acqua Yaya con un arto sollevato per il dolore provocato dalla infiammazione delle Tonsille

 

 

Continuiamo con il Cheli:

 

“Prognosi.—Favorevole quoad partem. Non sempre per la scomparsa della sintomatologia generale che aveva ravvisato nella tonsillite cronica la causa etiopatogenetica.

 

“Terapia.-- essenzialmente chirurgica e consiste nella tonsillectomia”

 

Di seguito il Cheli tratta con minuziosa descrizione la tecnica chirurgica e la illustra con chiare e facili immagini e foto le varie fasi dell’intervento.

 

Credo che questo aspetto interessi più il Veterinario che noi.

 

 

Nella mia esperienza ho visto cani stare bene alla sera e il mattino dopo non essere più capaci di appoggiare una gamba e, curati immediatamente, stare bene in pochi giorni.

Ma ho avuto anche dei soggetti con una recidività veramente “ribelle” a tal punto da decidermi per la tonsillectomia contro ogni apparente diagnosi visiva negativa dove, però, al momento della estrazione delle tonsille, si è scoperto che le stesse erano completamente purulente nella loro parte posteriore meno visibile e più nascosta e difficile da vedere ad occhio nudo.

 

Ma ormai, nella mia esperienza di Allevamento, mi salta subito all’occhio un cane che ha le tonsille infiammate solo dal cambiamento del suo normale comportamento motorio, dall’appetito, dalla condizione del pelo, a volte anche dalle brutte feci a singhiozzo senza motivazione.

Diagnosi che poi, al controllo della temperatura, normalmente, conferma il sospetto con una alterazione variabile, come già detto, tra i 39,2-39.4 per poi trovare definitiva conferma all’ispezione del cavo orale.

 

Rebecca Delle Grandi Ombre a 7 mesi  colpita da Zoppia da Tonsillite con arto posteriore dolorante

 

Il Cheli pone anche, deontologicamente, una attenzione sul fatto che è molto soggettiva l’interpretazione della diagnosi di tonsillite e che quindi bisogna stare attenti a non arrivare…”alla facile tendenza di riportare ogni manifestazione patologica non ben chiara a forme di tonsillite cronica…arrivando come traguardo finale alla tonsillectomia”.

 

Il Cheli si preoccupa di non arrivare inutilmente al taglio delle tonsille!!!!

 

Un presupposto in linea con il mio pensiero e la mia premessa ideologica a questo lavoro:

 

“L’ultimo capitolo della chirurgia, che è ovviamente l’intervento chirurgico, è un momento di riflessione sull’arte del guarire…nessun Chirurgo dovrebbe avvicinarsi ad un intervento senza…riluttanza.”      (John Hunter 1749)  

 

Se il Cheli mostra tanta umiltà e responsabilità deontologica davati alla tonsillectomia mi chiedo che cosa ne penserebbe posto davanti alla ipotesi di un intervento Chirurgico invasivo come quello riguardante le anche e i gomiti?

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ora mi pongo davanti ad un interrogativo che, anche se del tutto ipotetico, si pone una domanda che in realta è anche possibile si possa verificare.

 

In quale situazione può venire a trovarsi un cane e relativo proprietario , sempre e solo relativamente alla mia esperienza e immaginazione del tutto personale, qualora capita una tonsillite cronica?

 

Ci sono due situazioni ipotetiche possibili:

 

1° Situazione:

La tonsillite cronica se non curata in tempo e con successo, ovvero trascurata nel tempo senza giungere ad una diagnosi precisa, fa crescere male il giovane cane che normalmente va incontro a periodi di malessere acuto con probabili zoppie, a volte anche apparentemente spaventose da vedere, e/o a periodi di malessere appena accennato, con zoppie leggere e vaganti appena accennate con una dolorabilità generale e con piccoli rialzi termici fluttuanti, più o meno periodici, che di solito oltre che influenzare l’umore generale del cane tende anche a rendere lo stesso capriccioso nel mangiare per arrivare, in casi estremi, al rifiuto totale del cibo anche per periodi molto lunghi e deleteri sullo stato della sua forma e sulla carenza nutrizionale rispetto alla normale necessità di apporti nutritivi al giovane cane in crescita.

Di solito, alla fine, se il soggetto va incontro a discrete quantità di recidive, senza successo nella cura, il “vecchio” Veterinario, almeno il mio, conviene con me nel scegliere la via chirurgica ( tonsillectomia).

Niente di irrimediabile ma sarebbe meglio individuare e risolvere la tonsillite nel più breve tempo possibile.

Vi assicuro che ho visto “rifiorire”, nel loro Biotono, dei cani che sembravano degli esseri scialbi e anoressici, depressi e dall’aspetto infelice.

 

2° Situazione:

Se la sintomatologia della tonsillite, ovvero la zoppia degli arti anteriori o posteriori, avviene, come di solito avviene, in un periodo di accrescimento tra il 5° e 10° mese di vita si possono presentare alcune situazioni di fraintendimento particolari:

Ipotesi a :

Chi fa la diagnosi indaga per prima la presenza di una possibile tonsillite ( come suggerito dal Prof Cheli ) e, nell’eventualità ne riscontrasse traccia, la cura in modo convincente e senza tanta paura di dover proporre ripetuti tentativi di cura antibiotica e antinfiammatoria davanti ai primi insuccessi o alla probabile recidiva, fintanto,  che in estremis, arriva a consigliare la tonsillectomia.

Ipotesi b :

Oppure chi fa la diagnosi non considera la tonsillite e preferisce fare immediatamente un controllo radiografico all’arto zoppicante  (oppure, vista l’età del cucciolone fare addirittura delle “preventive” radiografiche per le esenzioni delle patologie ereditarie delle Anche e dei Gomiti) e in tal caso si possono incontrare altri due tipi di situazioni:

Situazione b1:

Il cane all’indagine radiografica è normale e in tal caso, pur nel imbarazzo dovuto ad una diagnosi non risolutiva per la zoppia del soggetto (aggiungiamo anche la discreta spesa che il proprietario ha dovuto sostenere per l’indagine radiografica, la sedazione, ecc. che ora sembra essere stata eseguita inutilmente) , verrà imputata, nel migliore dei casi, ad un dolore di accrescimento con la risoluzione del caso affidata all’uso di antinfiammatori mirati e alla proposta, antipatica, di un’ ulteriore controllo radiografico da ripetersi fra circa un paio di mesi ( addirittura qualche professionista, non trovando nulla di certo con le radiografie, propone anche un’ulteriore indagine con la TAC, soprattutto nel caso “ipotetico” di sospetto di displasia del gomito,…giustificandola come scelta deontologicamente necessaria e corretta per ragione di verità).

E fin quì siamo fortunati, magari non economicamente parlando ma almeno il cucciolo è salvo, sempre che chi fa la TAC non si imbarazzi, anche Lui, di fronte al fatto che tutto sembra essere a posto e alla richiesta della spesa dell’indagine...e quindi non chieda, infine, per essere “assolutamente” certi di fare un’ulteriore indagine endografica, questa volta, con eventuale (già che ci siamo) pulizia del gomito, compromettendo così, in tutti i casi, il futuro della carriera e della idoneità alla riproduzione del cane!...e pure la possibilità di un contraddittorio sulla diagnosi

Situazione b 2:

Il cane all’indagine radiografica presenta un quadro clinico incerto oppure non completamente a posto e quindi verrà prospettata una serie di ipotesi di risoluzione, non sempre solo di supporto, in attesa dello sviluppo, ma spesso invasive e alterante la naturale crescita del cane, prospettando un intervento chirurgico considerato come “assolutamente necessario” a dispetto della possibilità di assintomaticità di molti casi patologici e della possibile situazione provvisoria ed in evoluzione dovuta alla giovane età del giovane cucciolone.

 

Rebecca Delle Grandi Ombre a 7 mesi  colpita da Zoppia da Tonsillite con arto posteriore dolorante

 

 

Quindi siamo in una bella situazione problematica sul filo tra imbarazzante e il pericoloso.

 

Riportando l’idea che mi sono fatto nella continua discussione, sul argomento, con il mio “vecchio” e pragmatico Veterinario di fiducia giungo sempre alla stessa conclusione:

-Meglio essere prudenti e fare una diagnosi nel rispetto di una logica serena ed economicamente sensata e partendo dalla problematica più probabile e, per esclusione eliminare le ipotesi più semplici e meno gravi, per arrivare solo alla fine, per ultimo, all’intervento chirurgico dopo aver escluso tutte le possibili situazioni concomitanti e sovrapponibili, nella sintomatologia.

-Non oscurare la realtà con i pregiudizi anteponendo le casistiche di razza alla vera diagnosi.

-Non ignorare la tonsillite e la sua sintomatologia?

-Non avere fretta di intervenire e di risolvere le cose in modo del tutto scontato?

-Istaurare un dialogo rilassato e senza pregiudizi nel comune interesse per il cane e il proprietario tra Allevatore e Veterinario al fine di scegliere una stada condivisa e sensata.

 

Mi premeva chiarire come la Tonsillite è tutt'altro che una leggenda metropolitana ed è una patologia subdola e estremamente presente che condiziona in modo estremamente negativo la vita del giovane cane e che non va affatto sottovalutata!

 

Ah, infine che non vi passi per la testa di curare la Tonsillite da soli perchè il protocollo di cura è complesso e delicato e soprattutto non è univoco ma richiede un attento studio del singolo caso da parte del Veterianario che sarà l'unico in grado di seguirvi corettamente nella cura e risoluzione della Tonsillite !!!

 

 

 

 

 

Se vuoi continuare con il 4°Capitolo:-Fatti e disfatti (clicca qui)

 

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